[GABRIELE PRINZI [IPPOCRATE [CARENZA VITAMINICA [MEDICI POCO AGGIORNATI [VITAMINA D [IPERCALCEMIA [SIOMMS [RARISSIMA [MAYO CLINIC [NON TOSSICITÀ [prof.GIANCARLO ISAIA [IOM [CALCIO [25-OH-D [DOSI INAPPROPRIATE [INTEGRAZIONE
 
Tossicità da vitamina D ? Rara, molto rara, anzi rarissima !
(Post direct LINK)) 11 Feb 2019 - - Blog

i 15 anni, numerosi studi hanno evidenziato una diffusa carenza di vitamina D nella popolazione americana e il conseguente progressivo aumento dell’uso di supplementi di vitamina D per ristabilire i livelli ottimali.

La vitamina D è nota sia per gli effetti sull'osso, sia su dozzine di altri processi. La lista è lunga.
Ma....
Molti se la fanno addosso all'idea di prescriverla o di assumerla.
Questo perché si è diffusa una errata percezione della vitamina D come una sostanza potenzialmente tossica.

Fin dagli anni ’40 si pensava che dosi elevate di vitamina D potessero essere di aiuto per la terapia dell’Artrite Reumatoide e i dosaggi utilizzati erano molto elevati, dell’ordine di 200-300 mila UI/die.
Tali terapie portarono alla comparsa di ipercalcemia, iperfosfatemia, calcinosi renale e dei tessuti molli.

La pratica fu quindi abbandonata anche se rimase la percezione della vitamina D come sostanza potenzialmente pericolosa perché si accumula nei grassi e può rimane a lungo nell’organismo.
Ma è davvero così?
E quali sono le dosi tossiche?

Per capire qual è il livello di tossicità, ricercatori della Mayo Clinic hanno analizzato i dati - dal 2002 al 2011- di 20.308 persone.
Di questi l’8% presentava livelli di vitamina D superiori a 50 ng/ml e meno dell’1% aveva livelli superiori a 100 ng/ml (corrispondente a 250 nmol/l).
Il risultato?
Un solo episodio di tossicità (in 10 anni) in una paziente che assumeva 50.000 UI al giorno, insieme a 3 grammi di calcio al giorno.
E dopo tre mesi ecco apparire la ipercalcemia.

In quel caso, i livelli di D3 sono stati superiori a 350 ng/ml (circa 875 nmol/l) ed è stato necessario un intervento mirato per la manifestazione di tossicità.
Ma in tutte le altre rilevazione non è stato possibile tracciare alcuna connessione tra concentrazioni crescenti di 25-OH-D e segni di tossicità (cioè, nessun segno di ipercalcemia)

Ma... Questo unico caso (su 20.000 persone) di ipercalcemia...
Era dovuto alla vitamina D (50.000 ui/die) o da eccesso di integrazione di Calcio, ti chiederai?

Ti faccio rispondere dal prof. Giancarlo Isaia, direttore di “Geriatria e malattie metaboliche dell’osso” dell’Ospedale Molinette della città della salute e della scienza di Torino e presidente della Società Italiana dell’Osteoporosi del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello scheletro:

«È stato dimostrato che la tossicità da somministrazione di eccessive quantità di vitamina D, assunta a dosi inappropriate, è molto rara e non pericolosa per la salute dei pazienti.
Questo dato scientificamente ineccepibile (si riferisce al lavoro della Mayo Clinic) conferma pienamente la nostra esperienza a clinica in pazienti che hanno commesso errori nell’assunzione di preparati con vitamina D senza peraltro che abbiano manifestato alcun successivo disturbo».

Le conclusioni sono importanti, perché smentiscono una delle convinzioni più radicate nel mondo medico, ovvero che la vitamina D sia una delle sostanze liposolubili più tossiche sia per i reni che per il cuore.

È vero che l’IOM raccomanda come limite massimo per la supplementazione della vitamina D nelle persone carenti 4000 UI al giorno, ma è anche vero che la tossicità acuta da sovradosaggio di vitamina D è una delle emergenze mediche più rare da riscontrare e di solito avviene soltanto per ingestione di dosi estremamente alte, oltre 50.000 UI/die per mesi o anni.

Del resto vi sono in Italia centinaia se non migliaia di pazienti in trattamento con non meno di 10.000 UI al giorno, e che hanno una Calcemia perfetta e un Paratormone (rientrato...) nella norma.
Quindi, come cavolo puoi temere una intossicazione da Calcio?

Se hai un dubbio, puoi anche farti dosare Calcemia, Paratormone e Omocisteinemia, anche ogni tre mesi per vedere i valori della D.
E fatti seguire da uno bravo, per favore!

Queste evidenze dovrebbero aiutare a migliorare l’appropriatezza della gestione clinica di questa importante arma terapeutica e, auspicabilmente, a limitare il ricorso talvolta acritico all’esame di laboratorio.

Io lo avevo detto.
L'ho scritto.
Adesso tocca a te.

A te che hai iniziato ad aprire gli occhi su un mondo in rapida re-evoluzione, dove vigono ancora notizie infondate e non scientifiche su argomenti che andrebbero relegati alla preistoria, insieme ai dinosauri (tu sai chi...)

A te che leggi questa pagina di informazione gratuita, dove traduco dal medichese - senza supercazzole !! - argomenti medici attuali con la finalità di smontare "fake news" mediche, "leggende metropolitane" e i "si è sempre fatto così", con tanto di letteratura medica a supporto...

A te dico: rimani allerta e aggiornata/o.
Perché anche se questa pagina può risultare scomoda a certi individui (laureati in Google o Facebook) perché risveglia le coscienze, tu occupati della manutenzione ordinaria della tua salute.

A quella straordinaria ci pensano medici - ma anche Psicologi, Biologi Nutrizionisti, Fisioterapisti, Osteopati , Ostetriche - straordinari.

Siamo un piccolo esercito che sta re-imparando la medicina, alla luce della lezione di Ippocrate e delle scoperte scientifiche più attuali.
E siamo tanti!

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E perché la tua salute vale!


Fonti:
  1. Modifica dell'incidenza dei valori sierici di 25-idrossivitamina D oltre 50 ng / mL: uno studio di 10 anni basato sulla popolazione.
  2. Supplementazione di vitamina D, anche per dosi elevate il rischio di tossicità è molto raro
Author
Gabriele Prinzi

Medico chirurgo spec. in chirurgia d’urgenza, Iscrizione ordine dei medici di Palermo n°13262,